Dopo la rapida conversione dal software open source a Microsoft, con il consiglio dato ai propri utenti di passare da Firefox ad Internet Explorer, Yahoo è di nuovo al centro delle critiche. Un’immagine caricata da uno studente ventenne, che prende in giro una famosa fotografia del presidente Obama, è stata rimossa dagli amministratori di Flickr.
La foto in questione trasforma il Presidente degli Stati Uniti in una caricatura del Joker interpretato da Heath Ledger nel film Il Cavaliere Oscuro. La rimozione dell’immagine è stata attribuita da Flickr al mancato rispetto del copyright sulla foto originale, pubblicata da Time Magazine, e sul personaggio interpretato da Ledger. Secono il Digital Millennium Copyright Act, che aggiorna le regole del copyright al mondo digitale, l’immagine è stata cancellata dai server alla ricezione di una richiesta. Il codice, approvato dall’amministrazione Clinton nel 1998 prevedere regole molto severe per le violazioni del copyright che avvengono su Internet.
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La città di San Francisco ha appena rilasciato online 100 collezioni di dati che riguardano la città e i suoi abitanti. Dalle statistiche aggiornate sul crimine e sugli interventi della polizia, alle ispezioni sanitarie nei ristoranti.
Il Sindaco Gavin Newsom ha dato l’annuncio su Techcrunch. La scelta di un sito frequentato soprattutto da chi lavora col web e con la tecnologia non è un caso: la pubblicazione dei dati avviene per trasparenza, ma è anche un modo per dare possibilità a tutti gli innovatori che vivono a San Francisco di trovare nuove possibilità di utilizzo per queste informazioni.
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Un’insegna accoglie chi entra in alcuni bar di New York: non è permesso sedersi ai tavoli con il proprio computer, almeno non nelle ore dedicate al pranzo. La rete Wi-Fi continua ad essere gratuita per tutti gli avventori, ma non è più possibile passare diverse ore seduti al tavolo a lavorare.
Con la crisi è finito anche l’amore tra i proprietari dei locali pubblici ed il popolo dei nomadi digitali: chi si siede al tavolino con il proprio laptop non è più il cliente migliore, occupa preziosi posti che potrebbero essere utilizzati da chi consuma velocemente.
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Anche l’ultima strage compiuta da un folle è stata annunciata poche ore prima su Internet. George Sodini ha fatto irruzione in una palestra in Pennsylvania, sparando una quindicina di colpi contro un gruppo di donne impegnate in una lezione di aerobica.
Sul suo sito George ha lasciato un post in cui descrive il proprio stato d’animo alla vigilia della strage. C’è stato un altro tentativo, ed è andato male perchè George ha avuto paura.
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Netflix ha messo in estrema difficoltà Blockbuster, che negli Stati Uniti ha ormai chiuso buona parte dei propri punti vendita. Bastano queste poche parole per descrivere il successo dell’azienda che noleggia DVD online ai propri clienti e li fa arrivare (e spedire nuovamente al mittente) via posta. Si paga un abbonamento grazie al quale è possibile noleggiare contemporaneamente un certo numero di DVD. La spedizione di altri contenuti sarà possibile solo dopo la restituzione di quelli attualmente noleggiati.
Il sito di Netflix funziona sulla base di un algoritmo, simile a quello di Amazon, che consiglia nuovi film sulla base di quelli che già sono piaciuti agli utenti. In gergo tecnico si chiama collaborative filtering ed è uno dei segreti alla base del successo di Amazon. Infatti il suggerimento di titoli correlati sulla pagina di un libro o di un film rappresenta una spinta estremamente potente all’acquisto. Se questo suggerimento si dimostra corretto l’utente sarà spinto a tornare ancora più spesso sul sito ed usare il servizio. Continua a leggere l’articolo »