Il problema dei gestori dei locali pubblici è spesso quello di bilanciare la presenza dei due sessi, applicando una selezione all’ingresso: questo problema nei social network sembra proprio non esserci. Guardando i dati forniti da Google le donne sono più degli uomini, su tutti i social network, tranne uno.
Anche su Facebook il numero delle donne è superiore a quello degli uomini, mentre su Youtube e LinkedIn si raggiunge un pareggio tra i due sessi. Non è esente a questa regola anche Twitter, mentre il social network con la maggiore presenza femminile è, a sorpresa, MySpace.
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L’aspetto più interessante della lista di parole chiave più cercate su internet dai bambini è la sua somiglianza con quella che potrebbe essere una ipotetica top 100 delle keyword ricercate dagli adulti. A farla da padrone sono sempre alcuni tra i servizi più diffusi in Rete, da Youtube (che compare ben tre volte con variazioni del nome, come you tube), a Facebook, Ebay e Myspace.
Sono presenti anche idoli dei giovani (e di quelli un po’ meno giovani) come Michael Jackson e Miley Cyrus. Sembra che il comportamento online non dipenda in maniera eccessiva dall’età.
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Circa un terzo degli abitanti dell’Unione Europea non hanno mai usato Internet. Gli utenti abituali della Rete sono invece circa il 56% dei cittadini, il 43% usa il Web ogni giorno. Questi i risultati che emergono da uno studio appena pubblicato dalla Commissione (il PDF è disponibile a questo indirizzo), che descrive l’impatto della Rete sulla vita sociale ed economica degli stati membri dell’Unione.
Il rapporto mette in luce anche i riflessi sociali dell’utilizzo della Rete: Internet aumenta le relazioni interpersonali, e la partecipazione in attività civiche. La relazione tra la tecnologia ed il capitale sociale (l’insieme delle relazioni che sono alla base del funzionamento della società) è stata spesso oggetto di discussione: una fazione luddista sostiene che il Web superficialmente facilita le relazioni, rendendole invece più difficoltose e meno frequenti.
Secondo la Commissione Europea con l’utilizzo di Internet aumenta in maniera decisa anche la volontà di partecipare ad organizzazioni sociali: dal 18,9% delle persone che svolgono attività in questo tipo di organizzazioni e non usano Internet si passa a circa il 28% tra gli utilizzatori del Web.
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La scorsa settimana Techcrunch riportava un interessante studio riguardo a come le nuove tecnologie abbiamo aumentato in modo significativo la produttività delle aziende.
Laptop, computer e telefoni cellulari ci permettono di comunicare e svolgere compiti molto più velocemente incrementando quindi le ore attive di lavoro.
Uno studio del Kelly Services’ “Global Workforce Index”, mostra come circa il 78% dei lavoratori in Canada e Stati Uniti – su un campione di diverse fasce d’età- crede che gadget come laptop o telefoni cellulari abbiano realmente intensificato la loro produttività sul lavoro. Oltre la metà degli intervistati ritiene di sentirsi realmente “più produttivi”, mentre soltanto il 2% afferma il contrario. Su un campione di tutti i Paesi, 7 intervistati su 10 i considerano positivo il fatto di poter lavorare fuori dall’ufficio, e l’87 % ritiene vincente per un’azienda e attrattiva per gli impegati, l’idea di avere un collegamente diretto “a distanza” con l’ufficio. Continua a leggere l’articolo »