E’ arrivato il primo accordo tra un social network geolocalizzato ed una pubblica amministrazione, naturalmente a San Francisco. FourSquare, una rete sociale geolocalizzata, ha stretto una partnership con il BART, il servizio di trasporto metropolitano della Bay Area, per fornire informazioni e servizi ai propri utenti. Foursquare utilizza il login da una determinata posizione coordinata geografica per associare l’utente ad un place, che può essere una casa, un negozio o un museo, e fornire una serie di servizi sociali. Naturalmente Foursquare è disponibile per terminali mobili, specialmente quelli dotati di funzionalità di geolocalizzazione (come iPhone e Android).
L’utente di FourSquare può vedere la posizione dei propri amici e ricevere un messaggio di alert quando uno di questi si trova nelle vicinanze; è anche possibile vedere chi si trova nello stesso place e contattare in questa maniera nuove persone. Chi ha creato un place può inviare informazioni agli utenti connessi da quella posizione. Questa funzionalità è utile per i gestori di attività commerciali, che possono inviare tramite il social network messaggi pubblicitari e offerte di marketing.
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La città di San Francisco ha appena rilasciato online 100 collezioni di dati che riguardano la città e i suoi abitanti. Dalle statistiche aggiornate sul crimine e sugli interventi della polizia, alle ispezioni sanitarie nei ristoranti.
Il Sindaco Gavin Newsom ha dato l’annuncio su Techcrunch. La scelta di un sito frequentato soprattutto da chi lavora col web e con la tecnologia non è un caso: la pubblicazione dei dati avviene per trasparenza, ma è anche un modo per dare possibilità a tutti gli innovatori che vivono a San Francisco di trovare nuove possibilità di utilizzo per queste informazioni.
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Un’insegna accoglie chi entra in alcuni bar di New York: non è permesso sedersi ai tavoli con il proprio computer, almeno non nelle ore dedicate al pranzo. La rete Wi-Fi continua ad essere gratuita per tutti gli avventori, ma non è più possibile passare diverse ore seduti al tavolo a lavorare.
Con la crisi è finito anche l’amore tra i proprietari dei locali pubblici ed il popolo dei nomadi digitali: chi si siede al tavolino con il proprio laptop non è più il cliente migliore, occupa preziosi posti che potrebbero essere utilizzati da chi consuma velocemente.
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