Fabrizio Capobianco ha lasciato l’Italia per andare a lavorare nella Silicon Valley. Ma la sua azienda non sta solo in California: i capitali, e buona parte dei clienti, stanno dall’altra parte dell’oceano, mentre gli uffici e le persone che creano il software di Funambol stanno in Italia.
A differenza di quello che si pensa solitamente questo approccio presenta alcuni vantaggi: l’Italia è un Paese a vocazione imprenditoriale, è più facile trovare persone con una formazione tecnica qui che negli Stati Uniti, e il loro costo è competitivo rispetto ad altri poli di innovazione nel mondo, come la Silicon Valley.
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La scorsa settimana Techcrunch riportava un interessante studio riguardo a come le nuove tecnologie abbiamo aumentato in modo significativo la produttività delle aziende.
Laptop, computer e telefoni cellulari ci permettono di comunicare e svolgere compiti molto più velocemente incrementando quindi le ore attive di lavoro.
Uno studio del Kelly Services’ “Global Workforce Index”, mostra come circa il 78% dei lavoratori in Canada e Stati Uniti – su un campione di diverse fasce d’età- crede che gadget come laptop o telefoni cellulari abbiano realmente intensificato la loro produttività sul lavoro. Oltre la metà degli intervistati ritiene di sentirsi realmente “più produttivi”, mentre soltanto il 2% afferma il contrario. Su un campione di tutti i Paesi, 7 intervistati su 10 i considerano positivo il fatto di poter lavorare fuori dall’ufficio, e l’87 % ritiene vincente per un’azienda e attrattiva per gli impegati, l’idea di avere un collegamente diretto “a distanza” con l’ufficio. Continua a leggere l’articolo »