La lenta fine di Friendfeed

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Le ragioni del successo di Friendfeed stanno nella capacità di far emergere il contenuto più interessante pubblicato sui media sociali, dai blog, a Twitter e Facebook. Bastano pochi secondi dopo la pubblicazione su Friendfeed per far nascere discussioni, commenti tra gli altri utenti. Friendfeed ha inventato il pulsante mi piace che è stato velocemente fatto proprio da Facebook.

Il mix tra le funzionalità presenti su Friendfeed e l’interfaccia grafica estremamente efficace ha aggregato attorno al servizio una delle community più vibranti e autorevoli della Rete. Fino all’acquisizione da parte di Facebook. Anche se il team che ha creato Friendfeed ha dichiarato che il servizio resterà disponibile agli utenti tutti i nuovi sviluppi si sono bloccati. Facebook, da parte sua, ha reso disponibile Facebook Lite, una versione più semplice della propria interfaccia, che mira a catturare anche i fedelissimi di Friendeed. Fb Lite includerà, nel giro di alcune settimane, una sezione chiamata My Top Stories, che assomiglia molto, per quello che se ne sa, a Best of the day di Friendfeed.

Basta un’occhiata veloce per rendersi conto che gli utenti si stanno accorgendo di quello che succede dentro Friendfeed ed alcuni tra i più attivi hanno già abbandonato il servizio. Basta andare indietro di pochi mesi: dopo la pubblicazione di un articolo su mapendo.it, come su molti altri blog, dalle pagine di Friendfeed arrivavano subito parecchi visitatori curiosi. Bisognava anche tenere d’occhio le pagine di Friendfeed perchè le discussioni e i commenti tendevano a svilupparsi più lì che sulla pagina dell’articolo. Da alcune settimane non è più così, di traffico ne arriva poco, e il numero dei commenti è diminuito.

Ma quello di Friendfeed è un destino che sembra comune a molti dei servizi che sono stati acquisiti da grandi società. Innovare e introdurre nuove funzionalità è semplice quando si lavora su numeri relativamente piccoli, per realtà come Facebook è molto più difficile ogni cambiamento, 300 milioni di utenti rappresentano un’inerzia notevole. Anche Google non è nuova a queste situazioni: dopo l’acquisizione Jaiku e Feedburner sono scomparsi, mentre i loro team sono stati impegnati nella realizzazione di nuovi prodotti che non hanno ancora visto la luce. Un altro fenomeno frequente è l’abbandono dei servizi da parte dei loro fondatori una volta che sono entrati in gruppi più grandi. Friendfeed nasce dall’intuizione di uno dei creatori di Gmail, che ha deciso di dedicarsi ad un nuovo servizio uscendo da Google. Lo stesso team di Friendfeed ha cominciato a disgregarsi, una volta acquisito da Facebook. Per chi è abituato a lavorare in ambienti dinamici ed innovativi non è semplice adattarsi a nuove situazioni. Ma è vero che nel Web innovazione e grandi società non riescono ad andare di pari passo?

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Articolo di lorenzo viscanti


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