Cloud computing de noialtri

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3345025656_c6e01695ac_oNell’ultima settimana si è tenuta più di una riunione in Francia per decidere il destino del termine cloud computing. Come succede Oltralpe ogni anno circa 300 nuovi termini che si vanno diffondendo vengono adattati alla lingua francese. Una legge impone che le pubblicità, i contratti di lavoro e i documenti pubblici siano in francese; per rendere la lingua adatta alla comunicazione pubblicitaria e al suo linguaggio è stato istituito un ente apposito, che si occupa di creare i nuovi termini che sono necessari.

Nella pubblica amministrazione esistono gruppi volontari di spie, che si occupano di cercare i nuovi termini che arrivano da altre lingue, e segnalarli alla Delegazione Generale per la Lingua Francese. Così anche i termini tecnologici ottengono traduzioni in francese: ad esempio, il web è diventato la toile, podcasting si traduce in diffusion par baladeur.

Un gruppo di tecnici e linguisti si occupa di innalzare una barriera all’avanzare imperante di lingue straniere, in particolare quella anglosassone, creando neologismi da sostituire ai termini esteri. Ma cloud computing è un osso duro per persone che non sono certo tecnici informatici. Se già è stato difficile farne capire l’importanza e il significato, trovare una traduzione adeguata sembra un compito impossibile.  In francese, come in italiano, essere tra le nuvole ha un significato ben preciso, difficile da affiancare all’informatica, scienza del calcolo preciso e rapido. Inizialmente quindi le nuovole sono state scartate e ci si è diretti verso altre sigle. Capacité informatique en ligne (capacità informatica in linea) sembrava a tutti una buona soluzione, anche se poco legata all’originale inglese; ma il suo acronimo, CIEL, significa cielo, e quindi non è piaciuto ad alcuni.

Si è tentato anche di mettere in relazione il termine cyberspace, inteso come spazio virtuale, con la delocalizzazione delle infrastrutture virtuali, ma alla fine la commissione si è nuovamente indirizzata verso le nuvole. Alla fine del processo, però, la nuova definizione non è stata ratificata: i passaggi sono molteplici e le voci diverse da mettere d’accordo molte. Come può la lingua, creazione collettiva e collaborativa per definizione, non soccombere al giorno d’oggi alla burocrazia?

In francese cloud computing continuerà a dirsi così, evidentemente il termine non è così importante e frequente nell’uso generale. E se anche in Italia dovessimo tradurre questo termine, oltre ad informatica tra le nuvole, quale espressione scegliereste?

Immagine originale di auro.

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Articolo di lorenzo viscanti


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