set 8, 2009
Facebook per il turismo

Proseguiamo con le domande a chi utilizza Facebook professionalmente. Questa volta tocca a Marco Roncone, responsabile social media di Eden Viaggi.
Facebook per il turismo, è più un mezzo per conquistare nuovi clienti o fidelizzare sul social network chi ha fatto un viaggio?
Attirare l’attenzione sul web parlando di viaggi, piuttosto che di bulloni o attrezzatura da giardinaggio è di certo un’impresa assai più semplice. Questo presuppone però che si disponga di contenuti qualitativamente validi sia che siano foto, video o semplici articoli scritti.
L’utilizzo di “tecnologie sociali” ha senza dubbio permesso a migliaia di aziende (ma non solo) di diffondere contenuti sulla rete, permettendo allo stesso tempo a milioni di utenti di poterle facilmente raggiungere e farne “tesoro”.
Facebook, rappresenta l’esempio eclatante di come sia facile propagare questi contenuti; anche la più semplice ma studiata fotografia può rivelarsi un fenomeno virale se in grado di catturare l’attenzione di chi la guarda; “More than 1 billion pieces of content (web links, news stories, blog posts, notes, photos, etc.) shared each week” (fonte www.facebook.com – 7 settembre 2009).
Il poter diffondere contenuti con facilità è di certo un grosso potenziale che “strumenti” come il tanto discusso Facebook sono in grado di offrire; ma quindi perchè un’azienda dovrebbe avere interesse nel farlo?
I motivi sono tanti, come il dimostrare la qualità dei propri prodotti o servizi, il trasmettere esperienza, competenza e professionalità e tanti altri, ma tutti alla fin fine riconducibili ai macro obiettivi di raggiungere potenziali nuovi clienti (o semplici entusiasti) e fidelizzare chi ha già dato fiducia anche solo una volta (con la “speranza” di riuscirne ad ottenere in un medio/lungo periodo un certo ritorno economico).
In quest’ottica si potrebbe quindi tranquillamente affermare che Facebook sia un ottimo strumento per entrambe le finalità citate; ma penso comunque che questo sia solamente una tra le potenzialità che Facebook abbia da offrire.
Articolo di lorenzo viscanti
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