set 2, 2009
Dalla lampadina al Cloud Computing

Oggi diamo per scontato che in ogni casa o ufficio arrivi l’energia elettrica. Come una forza invisibile, nasce in un luogo remoto e, dopo un lunghissimo viaggio, entra nella lampadina di casa nostra e si trasforma in luce.
Ma immagina per un istante se non esistesse ancora un modo semplice ed efficiente per far viaggiare la corrente a grandi distanze, cosa accadrebbe? Ogni ufficio, casa o fabbrica dovrebbe dotarsi di una propria centrale elettrica. E sarebbe un bel problema doverla comprare o costruire (sopratutto per le piccole fabbriche), avere del personale specializzato che le gestisca ed infine doverne aumentare la capacità quando questa non è più sufficiente. Mica facile, per non parlare dei costi altissimi necessari a renderla affidabile.
Eppure tutto questo è accaduto, prima che venisse creata una rete di distribuzione efficiente, chiunque volesse utilizzare l’energia elettrica era costretto a produrla da se a costi altissimi.
Ritorniamo ora al presente, in un tempo in cui l’elettricità pervade le nostre vite e viene trasformata non solo in luce, musica o immagini, ma anche in “computazione”. Questa nuova forma di energia permette ai computer di elaborare e custodire i dati a cui accediamo giornalmente tramite il nostro personal computer o mentre navighiamo su Internet. Ed è proprio Internet che sta cambiando le cose, grazie ad essa è possibile distribuire l’energia computazionale in modo efficiente e veloce, rendendo possibile quello che viene chiamato Cloud Computing.
Dietro a questo strano termine si nasconde una rivoluzione molto simile a quella avvenuta con la diffusione della rete elettrica. La possibilità di poter utilizzare, attraverso Internet, risorse computazionali generate in luoghi remoti rende possibile la creazione di vere e proprie “centrali elettriche” di elaborazione dati, molto più efficienti ed economiche rispetto a soluzioni gestite all’interno delle aziende.
Forse non lo sai, ma probabilmente stai già usando risorse di cloud computing, se fai una ricerca su Google, se leggi la posta su GMail o metti le tue fotografie su Flickr, stai in effetti usando delle risorse che si trovano a migliaia di kilometri di distanza, attraverso la rete di distribuzione che è Internet.
Allo stesso modo, molte aziende che prima dovevano gestire la propria infrastruttura IT (come fosse una centrale elettrica privata), stanno ora iniziando ad “acquistare” queste risorse da fornitori di cloud computing, usufruendone via Internet e pagando solo per l’utilizzo che effettivamente ne fanno (pay per use).
I vantaggi? Riduzione dei costi, maggiore efficienza e flessibilità nell’utilizzo, risparmio di risorse umane che, liberate dal compito di gestire l’infrastruttura IT, possono ora contribuire a migliorare il business dell’azienda.
Articolo di Federico Feroldi
Altri articoli che possono interessarti:




