ago 11, 2009
URL shorteners: attenti a non perdere i link

I servizi per la creazione di URL brevi sono nati con l’intento di trasformare gli indirizzi delle pagine, spesso lunghi e difficili da ricordare in stringhe più brevi. All’inizio il problema da risolvere era causato dei programmi per leggere le email: spesso gli indirizzi lunghi venivano troncati su più righe, e quindi non erano più cliccabili. Così sono nati siti web per creare versioni abbreviati degli indirizzi di altre pagine web.
Con l’arrivo di Twitter il problema è diventato un altro: il limite a 140 caratteri limita la lunghezza dei messaggi, servizi come tinyurl.com permettono di recuperare preziosi caratteri.
Qualcuno è riuscito anche a capire come fare soldi attraverso questi servizi: generando statistiche sull’utilizzo dei link e sulle visite ai siti è possibile infatti ottenere dati venduti per ricerche di mercato.
Ma cosa succede quando uno di questi servizi decide di chiudere? Ieri tr.im ha annunciato l’intenzione di cessare il servizio: dal gennaio 2009 i link non saranno più disponibili. Cosa succederà ai link presenti nelle nostre email e pagine web? Non potranno più essere utilizzati, e saranno quindi inutili.
tr.im non è uno dei servizi più diffusi (da questo anche la ragione della sua chiusura), ma dal primo gennaio 2010 parecchie pagine web perderanno parte del loro significato, non potendo gli utenti seguire i link contenuti nel testo.
Per approfondire:
- Cosa sono gli URL shorteners, da Wikipedia
- 301works, un progetto per garantire la persistenza nel tempo degli URL brevi.
L’immagine in testa all’articolo viene da questa pagina.
Articolo di lorenzo viscanti
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