lug 28, 2009
L’era dei nomadi digitali

Un computer con la connessione ad Internet al parco. E una bibita. Quanto basta per scrivere questo articolo. Sono sempre più i lavoratori che possono abbandonare la propria postazione fissa e svolgere le loro mansioni da un luogo differente. Bar, centri commerciali, mezzi di trasporto e durante l’estate parchi e piscine diventano uffici improvvisati, dove sconosciuti lavorano fianco a fianco. Si condivide la scrivania con persone che fanno un lavoro completamente diverso, e spesso non si è nemmeno mai incontrata faccia a faccia la persona con cui si lavora sugli stessi progetti.
I nomadi digitali si portano dietro ogni giorno uno zaino piuttosto costoso, alcuni migliaia di euro in dispositivi elettronici, computer portatili di ultima generazione, smartphone che consentono di essere sempre collegati ed un bel po’ di cavi, perchè la durata delle batterie è la bestia nera di chi lavora senza una postazione fissa.
Perchè il datore di lavoro permette, o addirittura incoraggia questo modo di lavorare? Mary Barnes di AOL dice che la felicità e la sensazione di libertà del lavoratore sono un vantaggio anche per l’azienda, che guadagna in determinazione, per preservare queste condizioni altamente soddisfacenti, ed in relazioni ed idee che si sviluppano stando sempre a contatto di gente differente.
La maggiore libertà è per tutti un bene da preservare, e per questo il lavoratore è spinto a dare il massimo, per non perdere il privilegio acquisito. Naturalmente questa situazione può diventare anche un boomerang, facendo sentire il lavoratore costretto a prolungare le proprie ore di lavoro, per non perdere una sensazione di libertà che ha un grande valore.
In tutto il mondo si stanno diffondendo strutture di supporto per chi è un nomade digitale. Si chiamano spazi di coworking e sono uffici in cui è possibile affittare una scrivania, anche per un solo giorno. A Milano Massimo Carraro ha creato il Cowo, uno spazio che ospita una decina di lavoratori in settori differenti e che è diventato un vero e proprio marchio, che si sta espandendo in altre città del Paese.

Questo articolo, durante la sua stesura.
Per approfondire l’argomento:
Digital Nomads, articolo del Washington Post del 26/07/2009
Sito del Cowo Milano
Coworking, a Brand new addiction
Articolo di lorenzo viscanti
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